Parlano Anna e Michele, la premiata ditta Vegani Erranti

torchio

Il torchio dell’interno del locale dei Vegani Erranti

La migliore interpretazione della filosfia vegana sono loro, i Vegani Erranti. Noi che li conosciamo bene pensiamo con ammirazione e riconoscenza che rappresentano il modo più autentico di sentire e testimoniare e divulgare il pensiero vegano.

Sono Anna e Michele, da sempre sensibili al vivere sostenibile e alle tematiche ambientaliste e animaliste, e definitivamente vegani dalla nascita dei figli.
Il loro ristorante è un circolo Arci che si trova a Tosse, poche case, una piazza, una chiesa sulle colline dell’entroterra di Noli, proprio sopra Spotorno, facilmente raggiungibile dall’austostrada A10 uscita Spotorno (Savona).

Il locale fu un frantoio, se ne conservano tuttora oggetti e strutture ad arredare un’atmosfera di accoglienza e familiarità.
Sembra un luogo da buen retiro, dalla balconata lo sguardo si perde fra gli ulivi e il sentore del mare appena oltre quella collina.

Chi senza tante romanticherie ci viene giusto per mangiare trova… pane per i suoi denti: cucina esclusivamente vegana, com’è ovvio; menù ricco variatissimo fantasioso, delizie una dopo l’altra, porzioni generose, preparazioni curiose e insolite, accostamenti inattesi, mescolanze d’ingredienti che non riusciamo a individuare e che ci vengono raccontati come fosse un viaggio insieme o una conversazione fra amici, fra sapori consueti e spezie sconosciute e misteriose, cose dell’orto e nomi esotici che sanno d’Oriente, il pane quotidiano dal forno, tè indiani, vini di casa. Quantità luculliane, soddisfazione, gioia, compiacimento.
Nell’atmosfera del dopo si indugia familiarmente tra parole, caffè di moka e variegati dolci.

Nasce qui l’intervista.

macina vegani erranti

La macina all’interno dell’Associazione Vegani Erranti

Sul vosto blog è scritto: “… L’associazione ‘veganierranti’ crede nel senso di responsabilità e non di proprietà nei confronti dell’esistenza. Crede che gli elementi (acqua, aria, terra, fuoco) siano bene universale, e promuove il rispetto e l’essenzialità nella fruizione dei loro benefici…“.
Questo vi ha spinto ad aprire un circolo di condivisione?

Questo è in buona sostanza il nostro “credo“, il nostro modo di cercare di vivere e godere della vita nella coscienza che il rispetto verso la vita stessa, nella sua pienezza, sia la chiave di volta a cui ci vuole spingere il momento storico che stiamo vivendo.

Si tratta di ascoltare il movimento e “agarrar la hola“!

Non per una questione di moda (purtroppo il veganesimo è spesso travisato sotto le mentite spoglie di una non meglio precisata dieta da vips), ma per un bisogno urgente di riconoscere che l’intervento umano su questa Terra abbia ben poco di illuminato nel suo esplicarsi, quando lo fa in nome di una tecné asservita al profitto.

A noi, che crediamo che il paradiso sia qui ed ora, per tutti gli esseri, non rimane che rimboccarci le maniche e dimostrare coi fatti che ciò che è sofferenza può non essere. Basta vederlo, decidere il da farsi e mettercisi d’impegno.

La cultura vegan è un buon trampolino d’inizio: ecologia dell’alimentazione, alimentazione e salute, etica e sofferenza animale, sfruttamento terrestre. E siccome è più facile spingere noi umani ad approfondire un argomento, se si passa attraverso le papille gustative, piuttosto che attraverso neuroni e sinapsi, abbiamo deciso di metterci alla prova e dimostrare che, se anche noi riusciamo a farlo, chiunque può riuscirci.

Nel vostro locale organizzate corsi di cucina, un appuntamento al mese circa, anche questo è un modo per divulgare il vivere vegano?

Anna e Michele

Anna e Michele durante un corso di cucina

I corsi di cucina vengono a “fagiuolo” (appunto!) per completare il discorso di  condivisione delle nostre conoscenze.
Anni fa Michele ha cominciato, per ragioni di salute, ad avvicinarsi alla fitoterapia e al vegetarianesimo, per scoprire come, con la macrobiotica ed utilizzando esclusivamente prodotti di origine vegetale e biologica, tutti i suoi acciacchi si siano “dileguati“.
Avere dei figli e cominciare ad allargare il proprio senso di responsabilità a

l Mondo, così come lo lasceremo loro in eredità, ha scatenato in noi la necessità di assicurare loro salute, attraverso l’alimentazione, e un ambiente gioioso, attraverso la vicinanza ed il rispetto della Natura.

Michele, sei tu il cuoco dei corsi. Ti muovi tra i fornelli con grande agio e disinvoltura, intuisco che fai questo lavoro da molto tempo, prima ancora di diventare vegano.

La mia passione per la cucina ha radici familiari. I miei nonni, mia madre, la zia Ida, la Censa …tutti loro trasfondevano l’amore inespresso attraverso i fornelli; sui quali tiravano giù anche qualche santo, in occasione di una bruciatura…

Ho lavorato presso qualche osteria e ristorante, in gioventù, ma la matrice”‘ferramentaia” mi ha spesso costretto ad occuparmi del  negozietto di Vado Ligure.

Cuochi vegan non si nasce e nemmeno si trovano facilmente scuole di formazione alla cucina vegan. Quindi ho cercato di documentarmi il più possibile, come autodidatta, sperimentando la bontà delle teorie abbracciate, per primo sulla mia pelle. Ed il risultato non ha tardato a rivelarsi. Quindi ho  pensato di poter sperimentare come “tradurre” i piatti di diverse tradizioni, in “linguaggio” vegano.
Una vera soddisfazione.
La scoperta dei ceci, come base proteica per tutte le salse “golose” come la maionese e la tonnata (senza tonno!); le salse per insalate a base di tahina e salsa di soja, che integrano la B12  (spauracchio della dieta vegana). E poi tutte le proprietà degli alimenti “nobili” della cucina macrobiotica, vera e propria medicina giornaliera per tutti.

Tutto questo, e molto altro (come direbbe un buon pubblicitario), ci hanno infervorati nella ricerca. La ricerca è piacevole, tanti più ritrovamenti si fanno. Ed è stata una caccia al tesoro davvero “grassa“. Io invece sono dimagrito, ma non abbastanza da “sembrare vegano“.

Raccontateci con qualche particolare in più come e quando siete diventati vegani.

Tutto cominciò in una assolata giornata di Agosto… Era il battesimo di Rebecca, proprio a Tosse, nella chiesetta di Sant’Ignazio e Don Carlo Rebagliati a celebrare il rito.
Rebecca non era tanto per la quale: troppo grande (1 anno già compiuto), troppo caldo, un gatto entrato in chiesa la rendeva insofferente.

Ma la famiglia si era mobilitata dalla Spagna per l’evento….

Le tavole erano imbandite come nella migliore tradizione di casa di Madrid, secondo Doña Concha tutto doveva essere come era sempre stato,  con qualche concessione al gusto dei liguri: un “delirio” di carni e pesci.
Michele, carnivoro impenitente fino ad allora, in ascesi mistica da studio sfrenato, dice:  non mangerò mai più carni!
Tutti credevamo fosse uno scherzo. E invece no!

Sono stati soprattutto i risultati a livello fisico, l’abbandonare gli antinfiammatori, non soffrire più di cervicale, che lo hanno confermato nella scelta. Soprattutto quando ci si è resi conto di quante persone avevamo perso a causa di mali dovuti ad un’alimentazione acidificante, a base di prodotti animali. La preoccupazione per la salute dei figli ci ha definitivamente convinti a prendere la strada vegana. Un bel regalo di battesimo… ora che ci penso….

Nel vostro ristorante si beve Acqua Diamante, ne siete anche “fornitori ufficiali”: basta portarsi un recipiente di vetro da casa e voi la donate a chi la chiede. Ma cos’è l’acqua diamante?

L’Acqua Diamante è un capitolo molto importante nel nostro cammino di “trasformazione“. Forse è stata l’inizio di tutto.
Ci è stata donata da Lia e Nino, due amici che ci hanno fatto da maestri e che non finiremo mai di ringraziare abbastanza.  L’acqua è un elemento “vibrazionale“, che ci permette di  “parlare” al nostro corpo, a livello molecolare, grazie al fatto che esso è composto in prevalenza d’acqua.
E’ stata “visualizzata” e realizzata da Joel Ducatillon, un musicista naturopata francese, che ha lasciato un pdf gratuito in rete.
Lì potrete trovare molte informazioni. A noi potete rivolgervi per reperirla, essendone distributori gratuiti – file .pdf da scaricare

Anna, sappiamo che tieni appuntamenti di lettura presso la libreria Ubik di Savona; ci stai organizzando anche delle conferenze?

Gli appuntamenti in libreria sono una parte fondamentale del nostro operato, per poter avere modo di sensibilizzare anche i più piccoli ai valori della cultura che ci siamo prefissati di divulgare.
La libreria Ubik è molto sensibile alle valenze ambientaliste del territorio. Con la merenda vegan a base di biscotti che offriamo ai bambini, e che afferrano a piene mani, ormai avvezzi al rito, cerchiamo di portare in città l’idea vegana.
Così, con la nascita del sito “Libera Tutti“, alleate le forze e meglio organizzati grazie all’apporto di nuove energie, abbiamo in programma di “edurre” il popolo savonese sulle molteplici sfaccettature di questa cultura: impatto ambientale dell’alimentazione, sfruttamento animale e salute, vivisezione e nuovi metodi di sperimentazione.

E quando e come si svolgeranno?

Nei mesi marzo, aprile e maggio prossimi. Stiamo contattando i relatori e cercando di procedere nell’organizzazione….Le date appariranno a breve su “Libera Tutti“.

Anna, abbiamo visto lo scorso anno a Finale il tuo spettacolo dal titolo Lezioni Vegane: complimenti per la tua capacità di attirare l’attenzione, ricordo che eri circondata da bambini entusiasti. Come è nata l’idea di usare la forma teatrale per comunicare il pensiero sensibile alle nostre responsabilità di cittadini e abitanti?

Ci siamo resi conto che il teatro, passione che coltivo fin da piccola e che ho sviluppato con l’aiuto dei bambini nelle scuole della provincia, può ancora avere un senso se parla a qualcuno di “vicino“, di qualcosa di urgente.
Il linguaggio teatrale permette di “giocare” con intelligenza per instillare qualche goccia di luce, che a volte filtra attraverso i pori delle sensazioni, dei ricordi, del divertimento… Per questo anche in “Enobrakadabra, elogio del carbone“, abbiamo voluto prediligere una chiave grottesca ed ironica, alla denuncia accusatoria.

Sul vostro blog c’è scritto: “Un nuovo sentire sta portando a una profonda riflessione sulle valenze della cultura culinaria occidentale odierna e le ripercussioni che questa produce sulla nostra salute e sull’equilibrio dell’intero pianeta”. E’ nata con questo pensiero la Compagnia Teatrale Vegani Erranti?

Tutto è nato da questo sentire: la cucina; lo studio sull’alimentazione vegana incrociata alla macrobiotica; i corsi; le letture; le conferenze e non ultime attività,  la raccolta responsabile della legna e delle erbe spontanee; e ancora la ciclofficina,  uno spazio comunale savonese, il cui progetto si propone di rimettere a posto le bici dei cittadini, recuperando quelle dismesse.

 


Associazione Veganierranti

Contrada Cardane, Tosse, 17026 Noli, Italia
+(39)3420373073
e-mail: veganierranti@inventati.org

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