Sara Capizzi, poetessa vegana

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Libro La vita l’amore e l’insonnia, 2008

Sara Capizzi, poetessa, è nata il 14 giugno 1965, siciliana di Caltanissetta e lombarda di adozione, è vissuta a Bergamo, poi in provincia di Milano, di Asti e ora a Piacenza. Il suo mondo è l’amore per la natura, gli animali, l’arte, la musica, la lettura. Il mare è il suo luogo dell’anima. Si direbbe d’acchito uno spirito contemplativo, al contrario ciò che conoscendola trasmette subito la sua figura è l’energia e la vitalità.

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Amare l’attesa, Montedit, 2008

Tra i suoi hobby il canto, scrivere testi per canzoni, ballare, coltivare fiori e ortaggi, cucinare con Marco, il suo compagno.

Ha pubblicato il suo primo libro di poesie, La solitudine dell’uva, nel 1999 (Montedit), partecipando al concorso “Il giro d’Italia delle poesie in cornice”. Nel 2001 con il premio Fonopoli – Parole in Movimento pubblica la sua seconda raccolta: La vita, l’amore e l’insonnia.  Nel gennaio 2008 ancora con Montedit Amare l’attesa.

Sara, dopo un percorso di vita sempre attento e sensibile agli altri animali e alla natura sei diventata vegana. Un esito ovvio, naturale, verrebbe da dire.

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La solitudine dell’uva, 1999, Montedit

Già, volendo scherzarci verrebbe da dire… che sfiga! Questa già scrive poesie, ora pure quest’altra stravaganza, vegana! Ma sì, certo, era un approdo naturale quello verso gli altri animali. Vorrei adottare qualche altro animale salvato dalle fauci umane, conto di farlo appena trovata una casa adatta, più grande, la vorrei in collina, col mare davanti… E allora magari un porcellino, delle oche, un asino. Oddio, alla fin fine tutti! Sarò presuntuosa, saranno manie di grandezza, ma è il mio sogno.

Le persone che ti sono vicino condividono il tuo nuovo modo di vivere?

Beh, io e Marco siamo in sintonia totale, e ciò mi dà grande benessere. Poi è difficile comprendere cosa pensa davvero la gente, ognuno dei parenti amici conoscenti ha espresso pareri dubbiosi; la famiglia sembra aver incassato il colpo abbastanza bene, e se trovano pronto il commento di solito è  “Mangiamo come voi perché è buono e sano”;  insomma devo dire che sono fortunata, i miei son gente senza troppi pregiudizi.

Quindi oggi alle tue occupazioni preferite possiamo aggiungere la cucina, o meglio l’amore in cucina.

Ah sì! Marco ed io insieme facciamo “faville vegano–crudiste”, il crudismo ci piace e ci appassiona, ci siamo messi a coltivare ortaggi e germogli. Raccolgo nei campi dove posso, fuori della città, con il metodo dello sfogliamento: me lo ha insegnato mio padre, che è un ortolano bravissimo, la pianta non viene recisa e in questo modo si rigenera, io la ringrazio e ringrazio anche il babbo!

Ti sei avvicinata molto alle dinamiche del corpo e alle sue capacità di percezione, l’aromaterapia, i massaggi, il Reiki: aiuti le persone a star meglio con se stesse e con il mondo che le circonda.

Ma volete sapere un sacco di cose! Scherzi a parte, il fatto è che di queste ho un certo ritegno. Ma sì, tutto ciò che riguarda il benessere del soggetto diciamo dal punto di vista olistico mi appassiona e mi intriga: ho iniziato con il Reiki anni fa e poi ho continuato e approfondito con il massaggio, l’aromaterapia, fiori di Bach. Parlare di aiuto forse è esagerato, aiutare è davvero difficile, ma certo informare, divulgare; già parlarne a volte produce conforto. E fare cose che amo aiuta molto me stessa!

So che a breve nascerà un’associazione.

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Sì, la Fonte Armonia Olistica, appunto. E poi, poi ho un sacco di altri progetti, benessere di corpo e spirito legati in un’unica entità senziente. E poi studio e aggiornamento e informazione, si studia continuamente, ci metto tutto il mio amore. E poi avanti, avanti… verso il mare!

Sara, dicci qualcosa del tuo far poesia. Scrivi spesso? Come nasce l’ispirazione? Componi di getto secondo l’impulso senza più toccare nulla, o invece lavori molto i tuoi testi?

Scribacchio da quando ero davvero piccina, credo avessi 4 anni, la prima poesiola all’asilo, sull’onda di Rodari. E poi ho continuato, perché mi piaceva e forse perché sono testarda, le poesie, si sa, non le legge nessuno, ma ho continuato. Di solito scrivo di getto, se capita su qualsiasi cosa scrivibile, di notte o di giorno. Più di recente gli intervalli si sono allungati, verrebbe da dire per minore ispirazione, o veri e propri vuoti artistici… Mi do un po’ di arie, dai! In verità no, non ci lavoro molto, mi è più consono seguire l’istinto. Tanto per citare il grande Pablo Neruda, “la poesia non si può spiegare”. Aggiungo io che “la poesia non ha la presunzione di voler dir niente a nessuno, forse la speranza che qualcuno si ritrovi nelle parole dette”.

Ci farebbe piacere pubblicare qui una tua poesia, vuoi regalarne una a Liberatutti?

Con grande piacere, anzi lo considero un onore. Resterei sul tema del veganismo, dei problemi della terra, della violenza di cui non vorrei essere complice, degli sforzi che nel mio piccolo tento di fare. Da soli non si può far molto, ma uno alla volta sì, siamo tanti! Grazie.

IL BISOGNO

Macchia di terra negata,

per il solo bisogno,

per il solo aspettare,

per il troppo perdonare.

Rendimi, cielo, quel dissetare dell’acqua,

invita la mia fame ad un banchetto nuovo,

succulento di idee, non di privilegiata apparenza,

commensali impazienti di semplicità, non sazi di vizi…

Cara terribile vita,

vorrei il segreto di chi semina…

poter sovvertire l’ordine delle cose…

non esser vittima della propria speranza.

Ti chiedo solo che tu mi lasci coltivare

i pensieri che consolano un animo forte,

in questo grembo boscoso,

dove l’affetto non nutre più.

Farmi tessitrice di parole di seta…

Se vi è ancora bellezza,

il suo scopo

è rimanerne senza…

Sara Capizzi

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