StilEtico: anche moda e bellezza sono cruelty free!

Ariella Martino è una delle ideatrici e fondatrici di StilEtico, sito web che vuole essere di supporto pratico per chi “… non vuole davvero più incidere sul commercio poco etico di materiali di derivazione animale e allo stesso tempo vuole comprare prodotti che non abbiano comportato condizioni inappropriate di lavoro per operai e artigiani…”.
Ringraziamo Ariella per la disponibilità dimostrata e per aver voluto rispondere ad alcune domande che possono aiutare capire del perché sia nato il progetto StilEtico.

 

Immagine del Logo di StilEtico

Logo StilEtico

Il primo quesito è personale. Il team di StilEtico è composto da Ariella, Paola, Raffaella, Evelina e Andrea: potete raccontarci brevemente qualcosa di voi e della vostra storia?

Ci siamo incontrate all’inizio io e Raffaella, un incontro puramente “virtuale” attraverso i rispettivi blog individuali, e abbiamo capito che entrambe sentivamo la mancanza di un sito come StilEtico, che raccontasse quanto potesse essere possibile essere vegan “dalla testa ai piedi” e che ci desse la possibilità di condividere con altre persone interessate le scoperte che andavamo man mano facendo con le nostre ricerche on line.
Col tempo il lavoro di ricerca e di recensioni dei prodotti e dei marchi è aumentato sempre di più e abbiamo sentito l’esigenza di coinvolgere altre persone con la nostra stessa vision, e così sono entrati a dar parte del team prima Paola e poi Andrea ed Evelina.
Siamo tutti vegan e alcuni di noi sono in prima linea nella diffusione dello stile di vita vegan attraverso le proprie attività on line, dai social ai blog.

Parliamo adesso di StilEtico: come avete scelto questo nome?

Il nome si è “presentato” quasi da solo. Volevamo parlare di moda, di stile e di etica. E’ stato davvero uno dei primi nomi che ci è venuto in mente! Il brainstorming è durato pochissimo :)

 

Immagine della pubblicità al Logo di StilEtico

Il Team di StilEtico

Avete iniziato questo progetto sul finire del 2008 (il primo post sul vostro sito è del 10 dicembre). Avevate particolari aspettative e speranze?

Quando abbiamo iniziato come dicevamo eravamo solo in due e in Italia non esistevano siti o blog che parlassero di abbigliamento vegan, in particolare di calzature, anche perché c’era poco o niente meno che mai negozi italiani.
Ci siamo ritrovate a fare ricerche per nostro conto per “procacciare” scarpe vegan per noi stesse e abbiamo scoperto un mondo, anche se ancora quasi del tutto oltre i confini del nostro Paese.
Le speranze risiedevano e risiedono tuttora nel convincere il maggior numero possibile di persone che… niente scuse, comprare vegan si deve e si può! Non è difficile, la scelta ormai è talmente vasta che c’è da perderci la testa e davvero per tutti i gusti.

All’epoca affermavate che in Italia non era sviluppata una vera e propria rete di negozi specializzati nella vendita di prodotti cruelty-free. Dopo 5 anni la situazione si è modificata? Esiste una maggiore consapevolezza e attenzione da parte dei produttori e dei venditori?

Non c’è assolutamente paragone con i primi anni di attività di StilEtico e ora. Non solo esistono ormai diversi negozi e marchi di calzature esclusivamente vegan che producono localmente con materiali di qualità, ma anche marchi generalisti hanno sempre più riguardo per le esigenze dei consumatori.
Un paio di esempi tra tutti? La sezione “vegan” delle scarpe sportive Merrell e la versione vegan degli storici anfibi D. Martens’.

Generalmente esiste l’offerta se c’è domanda. Le abitudini di acquisto del consumatore si sono modificate oppure non avete notato particolari cambiamenti?

Anche chi prima, da vegetariano o vegan, pensava fosse un’impresa difficilissima trovare scarpe e capi di abbigliamento vegan, ora è sempre più consapevole che – a seconda delle proprie possibilità economiche – ovunque c’è scelta: dal grande magazzino ai negozi o marchi specializzati. Non ci sono scuse.

Secondo il vostro giudizio quanto la scelta di acquistare un prodotto cruelty-free dipende da un reale convincimento etico invece che, per esempio, da una sorta di moda che come tale può essere passeggera?

Al momento chi non è vegan o vegetariano non ci sembra particolarmente interessato a comprare cruelty-free se non perché ama un determinato modello che – guarda caso – è ad esempio in materiali sintetici.
Per fare il nome di una stilista famosa vegetariana, Stella Mc Cartney, le sue borse sono apprezzate da un pubblico vasto, ma temo che se fossero in pelle non cambierebbe nulla.
Al momento non crediamo si possa parlare esclusivamente di scelta per moda, ma non ci dispiacerebbe purchè si compri il più possibile cruelty-free.

 

Immagine di StilEtico

StilEtico

Contattate direttamente le varie aziende oppure sono loro che si propongono per far parte del vostro progetto?

Succedono entrambe le situazioni. Negli ultimi anni sono soprattutto le aziende a contattarci, ma ci sono piccole realtà che magari non ci conoscono ancora, in quel caso le “scoviamo” e invitiamo a prendere visione di StilEtico, proponendoci come cassa di risonanza.

Pubblicizzate produttori e venditori che dichiarano di non impiegare prodotti animali o derivati. Effettuate controlli preventivi e li ripetete periodicamente?

Effettuiamo controlli continui sulla loro produzione tramite i loro siti e i loro prodotti. Ad esempio, ultimamente, abbiamo scoperto che un marchio di scarpe vegan di nostra conoscenza propone anche componenti in lana riciclata e non eravamo stati avvertiti.
In questi casi dobbiamo informare i nostri lettori perché si fidano di noi e crediamo sia giusto essere sempre consapevoli di ciò che fanno i marchi che promuoviamo.

Sul vostro sito sono presenti anche collegamenti ai Negozi Fur-Free. Potete chiarire di cosa si tratta e come funzionano?

I negozi “senza pelliccia” sono quelli che hanno aderito al “Fur Free Retail Program” tramite impegno scritto.
Il programma è gestito da una coalizione internazionale di organizzazioni dedicate alla protezione animale a livello internazionale – in Italia è rappresentato dalla Lega Anti Vivisezione (LAV) – e mira a promuovere le aziende che hanno appunto deciso di bandire qualsiasi pelliccia di origine animale dalle proprie collezioni.
Possono aderirvi sia produttori che negozi rivenditori, e vengono tutti segnalati sul sito di riferimento in modo che chiunque possa verificare se il marchio/negozio di interesse ha adottato tale policy in modo ufficiale.
Va da sé che questo programma riguarda unicamente le pellicce, quindi bisogna comunque controllare che i singoli prodotti non contengano altri materiali di origine animale (pelle, lana, seta), ma è già un dettaglio importante che aiuta a districarsi negli acquisti.

La maggior parte delle vendite si sviluppa online. Secondo la vostra esperienza in Italia siamo ancora diffidenti oppure si sta velocemente incrementando questo sistema di acquisto?

C’è sempre meno diffidenza. E’ vero che per le scarpe ovviamente sarebbe desiderio di tutti poterle provare prima di acquistarle, ma è anche vero che diversi negozi (un esempio tra tutti Camminaleggero e Veganshoes in Italia) danno la possibilità di fare il reso e il cambio gratuiti, agevolando notevolmente l’acquirente.

Su StilEtico sono segnalati anche negozi esteri. Come riuscite ad entrare in contatto con loro e notate differenze con la realtà italiana?

Per i nostri acquisti ci capita spesso di ordinare dall’estero, in particolare da siti inglesi ma anche di altri paesi europei, o oltreoceano, dove spesso l’offerta è più ampia che in Italia e i prezzi più convenienti.
Sperimentiamo i negozi esteri quindi come clienti, poi li contattiamo semplicemente per email. In genere c’è interesse a diffondere il proprio marchio, e l’Italia è un mercato che spesso incuriosisce, magari perché in fatto di moda il nostro Paese ha una certa reputazione.
In genere possiamo dire che i negozi stranieri sono più attivi tramite social network, newsletter, concorsi, promozioni, ecc.
Di molti negozi vegan italiani invece è da sottolineare l’ottimo rapporto con il cliente, la disponibilità ad aiutare a reperire certi prodotti o a venire incontro a particolari esigenze.

Spesso viene proposto, per mezzo dell’inserimento di un vostro codice, uno sconto del 10 % per gli acquisti presso i negozianti che sono citati sul sito. Si tratta di un’iniziativa che ha successo e che porta a fidelizzare il cliente? La proponete voi oppure vi viene richiesta dal venditore?

Abbiamo iniziato a proporre noi a negozi e marchi questa formula ispirati da un’usanza anglosassone vista in diversi siti e blog tanti anni fa, ora sono anche gli stessi interessati a proporsi e noi, dopo aver verificato la loro produzione, ne siamo ben lieti. L’iniziativa è nata per incentivare la vendita di prodotti cruelty-free.
Non essendo Stiletico un sito a scopo di lucro, è un modo conveniente per produttori e venditori di “ripagare” la pubblicità su un sito che ha un pubblico interessato ai loro prodotti. E’ un “do ut des” che conviene a tutti!

Nella sezione TESTATI DA NOI presentate recensioni di prodotti da voi acquistati e provati. Come li scegliete e quanto tempo impiegate di regola per completare una recensione?

In linea generale scegliamo semplicemente in base all’ispirazione del momento.
Ovviamente non è che si possa recensire proprio tutto tutto e di solito diamo la precedenza ad acquisti particolarmente ben riusciti, oppure a prodotti che magari sono ancora in saldo e teniamo a segnalare subito. I tempi non sono quantificabili, sono troppo variabili perché dipende dal prodotto e dal tempo a disposizione.
A volte comunque ci vuole un po’ di tempo in più per curare tutti i dettagli. Si devono preparare delle foto e mettere insieme impressioni e dettagli per fornire una recensione il più possibile completa e utile sia sul prodotto che sull’esperienza di acquisto (customer care, tempi di spedizione ecc…).
Non abbiamo alcun legame “economico” con produttori o negozi per cui le nostre recensioni sono del tutto oneste e crediamo che sia importante per i nostri lettori e anche per le aziende di cui valutiamo i prodotti.

Ovviamente date spazio anche al giudizio dei vostri lettori. L’importantissima TESTATI DA VOI propone recensioni degli utenti. Notate interesse per questa iniziativa e ve ne arrivano molte?

Sì, l’interesse c’è, e senza dubbio l’iniziativa nel corso del tempo è stata di grande aiuto sia per i lettori stessi che per noi della redazione. A volte dobbiamo spronare un po’ gli utenti più timidi e titubanti.

Parliamo brevemente del sito: avete riscontrato coinvolgimento crescente in questi 5 anni?

Certamente, non poteva essere altrimenti! In termini di visite siamo passati dalle decine giornaliere dei primi mesi di vita alle svariate centinaia attuali, e sono aumentate anche le richieste di informazioni da parte dei lettori e dei negozi, sia attraverso il sito che i contatti social (FB e Twitter).

Avete idea di modificarlo aggiungendo o eliminando sezioni e creando funzionalità particolari?

Abbiamo inaugurato da circa un anno la sezione Autoproduzione, curata da Andrea e dedicata alle ricette alla portata di tutti per realizzare prodotti cosmetici per uso quotidiano. I cosmetici (intesi in senso ampio, di prodotti per la cura e l’igiene della persona) sono un argomento che riguarda tutti da vicino e per fare acquisti che siano 100% vegan e cruelty free raccomandiamo il blog di Raffaella, Veganeco, sito “parente” di Stiletico e punto di riferimento in materia.
Grazie alla collaborazione con alcuni negozi di specialità vegan, ad esempio, abbiamo parlato di cibo, e segnaliamo volentieri i corsi di cucina di AgireOra e gli eventi a sostegno di realtà legate alla causa vegan.
Ci capita anche di parlare di prodotti per animali, o per bambini, o di libri, o di vacanze, anche se per ora rimangono argomenti marginali, in futuro chissà…
Anche i nostri “negozi amici” non sono tutti legati alla moda: per le altre categoria si spazia dal b&b all’agenzia di comunicazione, agli integratori, ai saponi… Alla fine quello che conta e che ci unisce è l’etica (e ovviamente lo stile!).

L’apertura parallela della Pagina Facebook ha portato maggiore visibilità nei confronti di stilEtico?

Sì, senz’altro. Tra l’altro sulla pagina Facebook inseriamo informazioni che non sempre abbiamo tempo e modo di inserire sul sito, per cui è ancora più ricca di aggiornamenti. Inoltre permette uno scambio con i lettori ancora più immediato e in tempo reale che non attraverso i commenti nel sito. Anche il nostro profilo Twitter è piuttosto seguito sia a livello nazionale che internazionale.

Quali canali pubblicitari usate per farvi conoscere ed apprezzare dal consumatore che è potenzialmente interessato alla vostra iniziativa?

Canali pubblicitari veri e propri, a pagamento, non ne abbiamo mai utilizzati, teniamo a ribadire che Stiletico è un sito senza fine di lucro che non ha entrate economiche.
Essenzialmente cerchiamo di autopromuovere il nostro lavoro tramite i vari social media, e naturalmente anche su forum e gruppi dove partecipiamo individualmente come semplici utenti. Contiamo molto anche sul passaparola dei lettori soddisfatti che ci seguono fedelmente.
In alcuni casi abbiamo accettato uno scambio link tramite banner con siti vegan, o dedicati a tematiche ambientali anche se non prettamente animal-friendly.

Pensate, per il prossimo futuro, di gestire anche una sorta di vostro negozio StilEtico oppure vorrete rimanere sempre un contenitore di e per prodotti cruelty-free?

Al momento non è in programma. Preferiamo rimanere libere da impegni economici di questo tipo e mantenere una imparzialità di giudizio nelle nostre recensioni.

Come vi immaginate tra altri 5 anni? Come sarà StilEtico e il nostro mondo sarà, anche solo un poco, più vegano?

In un futuro ipotetico ci piacerebbe che Stiletico non fosse più un eccezione ma uno dei tanti siti che parlano di moda vegan e – siamo sicuri – sì, che il mondo sarà sempre più vegano perché la consapevolezza cresce, i social media aiutano a diffondere informazioni e sempre più persone comprendono di aver vissuto senza rendersi conto di realtà durissime di cui erano complici.
E’ un tale sollievo non essere più i mandanti del risultato di azioni tanto violente sugli animali che non dubitiamo che sempre più persone, fino ad ora solo poco informate, cambino rotta e decidano di essere sempre più compassionevoli.

Note e crediti:

Sito web, pagina Facebook e profilo Twitter di StilEtico.

Si ringraziano Ariella Martino e tutto lo staff di StilEtico per aver concesso l’intervista e per l’utilizzo dei loghi e delle immagini.

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